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Nonostante si sia portati a pensare che il Salento, vicino al Tavoliere delle Puglie, sia un'area particolarmente pianeggiante, già con una visita nella zona ci si rende conto che il panorama è piuttosto movimentato.
Nonostante la lontananza dalle Murge, le colline pugliesi che non superano i cinquecento metri di altezza, le Serre sono considerate in qualche modo le loro propaggini, trattandosi di rilievi sempre inferiori ai duecento metri sopra il livello del mare.
Da un punto di vista panoramico, queste lievi alture arricchiscono con la loro presenza il paesaggio, soprattutto nella zona più meridionale del Salento, dove le serre si affacciano direttamente sul mare.
Per chi vive dell'agricoltura pugliese, invece, queste zone collinari sono le aree della regione da cui non si riesce a trarre coltura: già il tentativo fu fatto sotto il regime fascista, quando si tentò di attuare un progetto di coltivazione di tutte le serre salentine, progetto che si arenò con lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Allo stesso tempo, però, le serre sono state storicamente un importante luogo di rifugio per fuggire dalle invasioni, utilizzate per questo scopo già all'epoca medievale degli attacchi dei saraceni.
Proprio per questa ragione, per l'ausilio dato agli abitanti della costa in fuga, è sorta sulla Serra Campana una piccola chiesa votiva dedicata alla Madonna.
La Serra della Madonna dell'Alto, invece, ha costituito nei secoli, con la sua imponenza a dispetto della bassa altezza, un punto di riferimento, un vero e proprio faro per i naviganti che si avvicinavano alla costa salentina.
Insomma, nonostante fossero impossibili da coltivare e quindi non utilizzabili per alimentare l'economia locale, le Serre sono sempre state utilizzate per diverse funzioni e quindi protagoniste della vita del Salento e dei suoi abitanti.
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Se si è in Salento, si è amanti della natura e si vuole ammirare un paesaggio davvero particolare, la visita ai Laghi Alimini è d'obbligo.
Tra Otranto e Torre dell'Orso, i cosiddetti laghi sono in realtà due grandi bacini naturali, uno di acqua dolce e uno di acqua salatam, che grazie alla loro particolare formazione sono immersi in una vegetazione particolare e ospitano moltissime varietà di specie animali, in particolare di uccelli, che non si trovano facilmente nel resto della regione.
I due bacini, un tempo uniti da un canale, poi chiuso per evitare che con la mescolanza di acqua si alterasse la salinità, sono di diversa formazione:Alimini Grande , salino, è dovuto all'erosione del mare, mentre Fontanelle, o Alimini Piccolo, si è formato grazie al confluire nello stesso punto di acque provenienti da sorgenti vicine.
Per arrivare ai bacini bisogna superare alcuni chilometri di fitta vegetazione, dietro i quali si celano spiagge di sabbia bianca e finissima, come quella della costa locale, molto frequentate e ricche di stabilimenti, che si alternano a porzioni di spiaggia libera.
I vari lidi che si affacciano sui laghi, offrono ai visitatori diversi tipi di attività, dagli sport acquatici più classici, da praticare nei due grandi bacini, all'equitazione, passando per le interessanti escursioni guidate in canoa, che permettono di avventurarsi nei punti più difficilmente raggiungibili dei due grandi specchi d'acqua e di arrivare a calette e grotte inaccessibili via terra.
Per gli amanti del ciclismo, invece, affittando una mountain bike presso i lidi, c'è la possibilità di avventurarsi nei sentieri della fitta vegetazione che circonda i due laghi, apprezzando un'oasi naturalistica incontaminata e affascinante.
Se infine si desidera coniugare ad una giornata di sole e natura anche un assaggio dell'ottima cucina salentina, a pochissimi chilometri di distanza si possono raggiungere i tanti ristoranti tipici della città di Otranto, che offrono ai turisti gustosi esempi di gastronomia locale.
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"La Cutura" è un giardino botanico situato a Giuggianello, in provincia di Lecce, all'interno di una tenuta di campagna di fine Ottocento realizzata in stile rurale. Copre un'area di 35 ettari e il suo nome deriva da "cute", termine dialettale che significa "pietra".
La ricchezza della flora che ospita al suo interno lo rende unico in Italia: nel percorso botanico è possibile vedere piante tropicali, piante aromatiche e officinali, rose e agrumeti, sino ad arrivare alla serra di circa 1000 metri quadri dove trovano spazio oltre 2 mila esemplari di piante grasse, una raccolta fra le più ricche nel nostro Paese e vero fiore all'occhiello del giardino botanico.
Com'è suddiviso il giardino botanico "La Cutura"
L'area storica del giardino è il borgo antico, costruito nella seconda parte del '700 con uno stile che rimanda alle costruzioni rurali spagnole.
Circondato da mura di cinta troviamo poi il giardino roccioso, in cui il paesaggio ha un'atmosfera vagamente sudamericana e dove si trovano numerose varietà di piante cactacee, insieme a molte varietà di Opuntie e Agavi.
Come detto, la serra contiene oltre 2 mila esemplari di piante grasse di varie dimensioni e tipologie che provengono da tutto il mondo; alcune di esse sono molto preziose per via della loro rarità. Il laghetto naturale, che raccoglie l'acqua piovana, ospita piante acquatiche come iris e bambù, insieme a ninfee e papiri.
Il giardino "segreto"
All'interno del cosiddetto "giardino segreto" trovano spazio le piante più rare, che sono visibili solo dopo aver percorso un viale e una scalinata che è stata scavata all'interno della roccia.
Allo sguardo dei visitatori si mostreranno piante che non si vedono tutti i giorni, come ad esempio gordonie, conifere nane ed eritrine; in piccole serre, poi, vengono ospitate le piante che risultano più delicate, fra cui orchidee, felci, piante da frutto esotiche e palmizi.
Non solo piante, ad ogni modo: il giardino segreto accoglie anche animali come cerbiatti, colombi, fagiani, caprette, cigni, oche, anatre e gli splendidi cavallini nani, che durante il giorno possono essere ammirati nei recinti a cielo aperto presenti all'interno del giardino.
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Uno dei più incantevoli tesori italiani si trova nel Salento tra Torre Pali e Torre Vado, in località Marina di Pescoluse tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca: il suo nome è "Maldive del Salento".
A circa 10 chilometri da Santa Maria di Leuca, infatti, sulla costa ionica del Salento per una lunghezza di circa 5 chilometri e dopo un retroterra formato da piccole dune, troviamo un panorama mozzafiato formato da una spiaggia di colore bianco intenso e un mare di un azzurro cristallino con acque così trasparenti che, con il diverso posizionamento del sole, creano degli effetti davvero particolari.
Come arrivare alle Maldive del Salento?
La macchina è il mezzo più indicato e, a seconda della stagione scelta per il viaggio, ci possono essere due itinerari diversi; in entrambi i casi si consiglia di arrivare a Gallipoli. In alta stagione (nei mesi di luglio ed agosto) prendere la SS274, uscire al paese di Salve e proseguire per Pescoluse, mentre negli altri mesi è consigliabile prendere la litoranea (SP215, SP88) che collega Gallipoli a Santa Maria di Leuca e una volta attraversata Torre Pali sulla SP19 siete arrivati a destinazione.
A circa metà strada tra Torre Pali e Pescoluse vi è lo stabilimento omonimo, caratterizzato da un’insegna formata da un'enorme sdraio alta oltre quattro metri con il relativo ombrellone alto quasi cinque metri e posizionato lungo il ciglio della provinciale, qui una foto è d’obbligo.
Feste e Divertimento nella Marina di Pescoluse
Le Maldive del Salento sono già di per sé un'attrazione unica, grazie al colore della sabbia che esalta la purezza e le trasparenze dell'acqua del mare, ma sono anche molto ben organizzate: vi si trovano infatti alcuni stabilimenti posti dietro al banco delle dune in modo da non deturpare il paesaggio e l'ecosistema, che consentono di usufruire di tutti i servizi balneari (sdraio e ombrellone, bar e ristorante) a prezzi contenuti e qualità molto alta.
In estate, poi, ogni comune organizza diversi intrattenimenti, feste e sagre tipiche della tradizione salentina, in modo da far diventare il soggiorno dei visitatori un memorabile ricordo.
Scopri il soggiorno per la tua vacanza nel Salento a pochi minuti dalle Maldive del Salento.
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Il Salento è amatissimo principalmente per le sue finissime spiagge di sabbia. Volendo fare un tour delle più belle spiagge di sabbia partiamo da Porto Cesareo e scendiamo lungo la costa ionica, passando per le Marine di Ugento dove incontriamo le famosissime “Maldive del Salento”, risalendo le distese sabbiose della costa adriatica, incontriamo prima le spiagge di Alimini a seguire quella di Torre dell'Orso.
Ma se il vostro obiettivo è regalarvi dei tuffi emozionanti ed estremi vi suggeriamo alcuni posti che non potete assolutamente perdere.
Tuffo dal Ponte Ciolo a Santa Maria di Leuca
É il tuffo più spericolato, l'adrenalina è garantita anche se si sceglie semplicemente di assistere. Infatti, non è difficile imbattersi in gruppi di ragazzi che si cimentano in tuffi estremi da queste rocce, e sebbene ci sia il divieto, questo purtroppo viene sempre infranto, portando spesso anche gravi conseguenze soprattutto non si è del posto. Il lancio si può effettuare dal ponte che sovrasta un canyon profondo 30 metri o dal costone di roccia circostante.
Tuffo dalla Grotta della Poesia a Roca Vecchia
É un tuffo mozzafiato, capace di catapultarti in un modo magico, subito dopo aver preso il volo dal costone di roccia che sovrasta la Grotta della Poesia. Una piscina naturale tra le più suggestive al mondo, incastonata all'interno dell'area archeologica di Roca Vecchia, formatasi in seguito al crollo del tetto della grotta.
La bellezza della Grotta della Poesia è stata celebrata da numerose testate giornalistiche internazionali, contribuendo ad accrescere il flusso di bagnanti pronti a cimentarsi in emozionanti quanto spettacolari tuffi. L'eccessiva folla ha però messo in serio pericolo la stabilità della grotta, costringendo l'amministrazione comunale di Melendugno ad intervenire limitandone gli accessi.

Tuffo a Polignano a Mare
É un tuffo spettacolare. Se volete conservare il ricordo di tuffo acrobatico in Puglia, allora non vi resta che andare a Polignano a Mare. Dalle alte scogliere di Polignano a Mare, i campioni, provenienti da tutto il mondo, si tuffano in occasione della finale mondiale del Red Bull Cliff Diving, il campionato del mondo di tuffi da grandi altezze. Il lancio viene effettuato dal terrazzo di un'abitazione privata a 27 mt di altezza, che in occasione del campionato viene dotata di un trampolino di lancio. L'evento, giunto alla decima edizione, attrae ogni anno migliaia di spettatori pronti ad attendere per ore in qualsiasi condizione pur di non perdersi lo spettacolo. I più fortunati stando comodamente sdraiati in barca o sulla spiaggetta sottostante, ma vi sono anche coloro che si aggrappano alla roccia prospiciente. E tu cosa sei disposto a fare per non perderlo?

Tuffo dai Faraglioni di Sant'Andrea
É un tuffo indimenticabile. I Faraglioni di Sant'Andrea sono quel posto che la natura crea quando decide di fare un regalo all'uomo. Sono alti scogli che affiorano dal mare disegnati per secoli dalle onde e dal vento. Veri e propri monumenti del mare che si trasformano in trampolini naturali, identificati con nomi diversi e in dialetto salentino, "Lu Tafaluru”, “la Punticeddha”, “La Colonnina”, “la Punta te Lu Pepe”, “Il Bastimento”.
